Una nuova ricerca di Veeam evidenzia la crescente diffusione degli “agenti shadow”: workflow e strumenti di intelligenza artificiale creati o utilizzati senza una supervisione completa da parte dell’IT. Il fenomeno sta aumentando i timori su sicurezza dei dati, conformità normativa e responsabilità dei dirigenti.

Secondo lo studio, il 70% delle organizzazioni EMEA ammette che workflow di AI automatizzati interagiscono con dati aziendali sensibili senza una supervisione completa. Il 67% segnala inoltre che i dipendenti stanno creando workflow autonomi che i team IT non riescono a monitorare pienamente.

La governance dell’AI è quindi sempre più un tema da consiglio di amministrazione. Il 58% delle aziende intervistate dichiara di essere soggetto a nuove norme sulla responsabilità aziendale, mentre il 40% dei dirigenti è preoccupato per la propria responsabilità personale e il 37% parla di maggiore stress o ansia.

La ricerca rileva anche tensioni nei vertici: il 32% degli intervistati afferma che queste pressioni hanno creato conflitti tra dirigenti. Allo stesso tempo, il 45% considera l’aumento della responsabilità un elemento che ha migliorato allineamento e concentrazione a livello manageriale.

Per contrastare la Shadow AI, il 41% delle organizzazioni EMEA sta sviluppando modelli di AI locali o sovrani, mentre il 49% adotta un approccio ibrido, usando modelli più controllati per i dati sensibili e servizi globali per le attività generiche.

Veeam sottolinea che non basta controllare ogni singolo agente AI: per adottare l’intelligenza artificiale su larga scala servono dati protetti, governati, visibili e affidabili.

Secondo voi le aziende stanno adottando l’AI troppo velocemente rispetto alle regole necessarie per usarla in sicurezza? Ditecelo nei commenti.

WhatsApp — cerca tra i canali: ZazoomTek